calvario di un nostro connazionale

calvario di un nostro connazionale

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  • #1928
    domenico
    Membro

    http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1997&Itemid=112

    qualcuno degli amici residenti e’ a conoscenza di questa triste vicenda di questo nostro connazionale??
    sara’ vero’ o ci sara’ dell’altro??

    #14762
    nicola
    Membro

    Sconcertante! Non mi sbilancio perché non sarebbe giusto commentare una situazione dove si è sentita una sola campana e bada bene si parla di una denuncia ma non si entra nel merito della stessa e per questo motivo rimane, il suo, un appello sconsolante ma ancora pieno di ombre.

    A) Perché la persona è stata denunciata?
    B) Perché la persona è stata fermata a Dubai? (non basta una denuncia per fermare una persona, neanche qui).

    Mi spiace molto per la persona ma non é neanche giusto commentare un procedimento giudiziario in corso ove probabilmente in corso vi sono anche delle indagini riservate.

    #14763
    domenico
    Membro

    Appunto, io domandavo a te,e agli altri che risiedono in Dubai se oltre alla notizia che riportavo si sapesse qualcosa di piu’ preciso al riguardo, ma deduco che, anche essendo tu un attento lettore sia dei quotidiani locali ma in generale di un po’ di tutto su questa triste vicenda non sapevi o meglio non letto nulla in tal senso.
    Concordo con te che le campane si devono sentire appaiate, ma resta il fatto che in termini di tempo e’ passata una enormita’ il che lo potrebbe giustificare,secondo me ,solo in generale se ci sia qualche cosa che abbia affinita’ con le sostanze stupefacenti ( ma non mi sembra il caso nello specifico).

    P.S.
    Conoscendoti so per certo che qualche altra notizia inerente al caso la scoverai sicuramente.:)

    #14765
    nicola
    Membro

    Non ho alcuna curiosità morbosa anche perché se ne sta occupando la nostra missione diplomatica. Il concetto é semplice a mio avviso, c’è un problema per il quale sono in qualche modo coinvolti gli Emirati (non è detto questo dipenda dal fatto che uno ci abbia risieduto o meno) e chi è stato trovato con stupefacenti è stato rispedito a casa entro tre mesi. Nel caso di questo signore è trattenuto negli Emirati da Marzo 2008 ma è libero di circolare all’interno del paese e le nostre autorità diplomatiche con le quali ho avuto a che fare per altri colleghi connazionali ti assicuro sono molto piú efficienti di altri consolati e ambasciate di altre nazionalità, a mio avviso sono alla pari solo quella americana e francese. Ovvio che i conti non tornano per trarre conclusioni affrettate, anche perché il nostro connazionale ha scritto una lettera accorata e intensa con accuse alla sua ex azienda, ma non è mai entrato nel merito della denuncia contro di lui, neanche un cenno.

    Ultimo cenno su questa vicenda che ripeto, non conosco, facendo una breve ricerca su internet trovo il nome di questo signore registrato come executive della medesima azienda a Jebel Ali, https://www.gulfoilfield.com/search/company_details.asp?id=22730#ad
    Inoltre appare anche nella rubrica ufficiale di JAFZA riportata nel seguente foglio excel di cui si puó fare il download al seguente link: http://www.dubizzle.biz/Emails/JEBEL%20ALI%20FREE%20ZONE%20(JAFZA).xls

    Quindi, la mia domanda é, siamo sicuri che questo signore con Dubai non abbia mai avuto a che fare? Poi, nell’articolo che hai segnalato e la lettera allegata si dichiara che l’azienda ha violato l’embargo con l’Iran. In ogni paese (anche in Italia) i manager sono penalmente responsabili per le azioni di un azienda.

    Ecco in principio perché non mi affido a due articoli pubblicati da newswire sconosciuti, nessuna testata di rilievo e nessuna controreplica che dia modo di ascoltare entrambe le campane. Ma colpevolizzare Dubai di violazione di diritti umani (come si fa presente nel sito indicato) é un atteggiamento azzardato non conoscendo a fondo la storia.

    #14766
    domenico
    Membro

    intanto c’ho azzeccato sul fatto che avresti scovato qualcosa in piu’ di quello che si parlava :),certamente non perche ti abbia dato del “morboso” ma per il semplice fatto che ritengo che tu, come il sottoscritto del resto, prima di aprir bocca e’ meglio che ci si informi con ogni mezzo possibile.
    Detto cio’ come hai fatto notare, se le autorita’ locali gli hanno in un certo modo ritirato il passaporto,qualcosina sotto sotto deve pur esserci, che abbia avuto a che fare con Dubai credo di si.
    Ti diro’ di piu’ ho deciso di postare questa notizia anche perche’ dopo la lettura mi era venuta in mente un’altra simile che parlava ( adesso non ricordo esattamente i dettagli) di una persona che addirittura e’ dovuta scappare via mare per raggiungere l’India per poi approdare in Italia, ripeto non ricordo bene i dettagli ma se trovo il link lo segnalero’,quindi era per capire se come sempre le verita’ sono tra le righe di quello che e’ scritto oppure c’e dell’altro.
    Saluti

    #14767

    Nicola, non è mia intenziona contraddirti anche perchè la mia esperienza qui è assai limitata e so che voi avete dei rapporti di buona conoscenza con qualcuno del Consolato che si è dimostrato disponibile ed amichevole.
    Io, però, se dovessi parlare per l’unica esperienza personale avuta finora e per come il Consolato stesso si presenta, e si esprime attraverso il web, e per come agisce (totale dissonanza tra orari pubblicati ed orari di effettiva apertura) il mio giudizio sarebbe assolutamente negativo e darei un buon credito alle critiche rivoltegli nell’articolo.

    Io, in particolare, ho avuto a che fare con un’addetta unicamente preoccupata di far valere la burocrazia e la propria pervicace convinzione rispetto a un minimo di ragionevolezza e collaborazione che, tra connazionali, sarebbe lecito attendersi in terra straniera. Avevo bisogno di una semplicissima autentica di firma, mi sono trovato di fronte una ferma ed irriducibile opposizione, in alternativa un processo lungo e costoso con prenotazione e testimoni. Ho rinviato il tutto di un paio di mesi ed ho risolto la cosa nella “libera” e “progredita” Croazia, in dieci minuti e con meno di 40 Euro di spesa (qui me ne chiedevano più di 400).

    Precedentemente, avevo posto dei quesiti via email tanto al Consolato quanto all’IBC, nei primissimi giorni di Agosto, sono stato semplicemente ignorato. Zero risposte. Da tutti gli enti governativi di Dubai ho sempre avuto un feedback nelle 24 o 48 ore al massimo.

    Inoltre, ho epsrienza di altre sedi diplomatiche italiane all’estero che si contraddistinguono esattamente per l’opposto di quanto da te segnalato, ovvero per inefficienza, incapacità, arroganza e pressapochismo.
    L’ambasciata italiana a Belgrado, ad esempio, è un campione di queste nefandezze. Ho testimonianza del fatto che, negli anni scorsi, i peggiori delinquenti, gli zingari ed altri personaggi poco raccomandabili avevano la strada spianata per il visto mentre professionisti e persone di tutto rispetto erano costrette a code e a lunghe attese e spesso a interminabili pastoie burocratiche.

    Ho personalmente seguito le pratiche di traduzione dei titoli accademici di un’amica Architetto, l’avventura si è articolata tra il ridicolo, il tragico ed il farsesco. Non hanno la più pallida idea di come fare le cose, si contraddicono ripetutamente, la mano destra ignora cosa faccia la sinistra. E’ semplicemente pietoso e scandaloso.

    Personalmente, auspico di non avere mai necessità di sostegno o supporto della nostra diplomazia.

    Detto questo, leggendo gli articoli è veramente difficile farsi un’idea di cosa stia realmente accadendo al connazionale.

    #14770
    nicola
    Membro

    Pavel,
    appare chiaro che abbiamo entrambi girato il mondo. Ogni missione diplomatica ha una sua organizzazione la cui efficienza e servizi dipendono al 90% dalle disposizioni di chi ne è al comando che di prassi cambia ogni 3 anni fatte poche eccezioni. Quindi nel caso dell’Ambasciata, l’ambasciatore, mentre nel caso del consolato il Console danno una propria impronta all’organizzazione (ad eccetto dei dazi che sono standard per tutti). Da questo è facile dedurre che ogni missione diplomatica è un caso a se. Fatta questa premessa, vorrei anche fornire un ulteriore spunto di riflessione. Un conto sono l’esplicazione di pratiche burocratiche ed un altro le emergenze. Benché scoccianti e frustranti le code ed il dispendio di quattrini oltre che di tempo, la burocrazia difficilmente ci mette in pericolo di vita e/o di salute (se poi ci addentriamo a fondo potremmo aprire un dibattito lungo e opinabile), ma per mia esperienza personale, ogni volta che un collega si è trovato nei guai, l’interessamento della nostra rappresentanza diplomatica, sia in Arabia Saudita e sia negli Emirati è stata a dir poco encomiabile e immediata. Non ho avuto solo colleghi italiani e quindi posso fare esempi e confronti con emergenze che hanno interessato altri cittadini occidentali e pertanto ho portato una testimonianza diretta: la mia.

    Nel caso della persona in oggetto l’assistenza consolare gli è stata concessa, ma siccome non si tratta di una persona ristretta dietro delle sbarre o in pericolo immediato di vita è chiaro che l’interessamento del nostro Console Generale non può spingersi oltre quello dell’Ambasciatore e interessare alti funzionari del nostro ministero che essendo gli italiani all’estero svariati milioni, ovviamente danno priorità a casi che richiedono interventi piú urgenti. Inoltre come ho già affermato oltre il fatto che la persona non può lasciare il paese per via di un procedimento investigativo in corso, non conosciamo la dinamica dei fatti e per farsi una propria opinione vi sono molte ombre in questa vicenda e voci mancanti. Come ad esempio si dichiara che l’uomo non ha mai messo piede negli UAE ma poi si evince che è ufficialmente nominato come dirigente della sede della sua ex società che sembra abbia esposto denuncia contro di lui. Per nominare un manager di un azienda in una Free Zone si necessita di un atto notarile in loco o una pratica autenticata dall’ambasciata UAE a Roma, non basta una nomina senza consenso. Quindi come hai tu stesso ammesso, lasciamo pure le nostre testimonianze ed esperienze sull’efficienza delle istituzioni sia in patria e sia all’estero, ma nei casi come quello in oggetto meglio usare ogni prudenza in assenza di, a mio avviso, troppi tasselli mancanti.

    #14772

    Che dire ? Ti ringrazio delle parole rassicuranti e francamente preferisco sapere che quando serve sappiano darsi da fare. Certo io non vorrei mai contare sulla funzionaria che ho malauguratamente conosciuto.
    La mia opinione su di lei è pessima.

    In quanto al caso in oggetto, mi pare che siamo perfettamente in sintonia. Troppo poco chiaro per esprimere giudizi od opinioni.

    #14585

    OT, ma solo per farti capire meglio in che personaggio io mi sia imbattuto al Consolato.
    Io avevo la necessità di delegare mio fratello per delle pratiche in Croazia. Non ero riuscito a fargli la delega prima di partire, per questo era sufficiente una semplicissima firma autenticata (su suggerimento di un giudice del tribunale di Lussino e di un notaio di Umago).
    L’addetta consolare ha preteso di saperne di più – nel merito di una pratica di amministrazione Croata – rispetto ai Notai ed ai Giudici Croati.
    A nulla è servito che io mi assumessi il rischio di un documento inutile, si è pervicacemente rifiutata di farlo. Ha tirato in ballo circolari ministeriali ed altre sciocchezze simili, fino a propormi come unica via la prenotazione di una seduta con due testimoni, al modico costo di 200 AED per firma.

    Come ho già detto, dieci giorni fa al mio rientro in Italia ho fatto un salto in Croazia ed ho risolto la pratica in circa 10′ con un costo complessivo di meno di 40 Euro (ce ne sarebbero voluti quasi 400 al Consolato).

    Ci ha fatto perdere due mesi di tempo.

    Io questa la chiamo stupidità ed arroganza (attributi che viaggiano quasi sempre a braccetto).

    #14773
    nicola
    Membro

    Guarda, non sei l’unico ad esserti imbattuto in cavilli istituzionali, ma a maggior ragione, bisogna capire quali siano le problematiche che l’impiegata ha intravisto e il motivo per il quale ha usato tale rigidità. Io ho avuto lo stesso problema per l’autenticazione del mio titolo di studio. In questo caso a mettere il bastone tra le ruote ci si é messo pure il ministero degli affari esteri negli EAU che si sono rifiutati di autenticare perché è compito solo della medesima ambasciata EAU a Roma. Sono fuori dall’Italia da così tanti anni che oramai a questi inconvenienti c’ho fatto il vaccino ;)

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