Dubai fa la spesa a Sesto S. Giovanni – MI

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    Se ne parlava da mesi e finalmente ecco l’operazione al capolinea, considerate che la Limitless è la società che costruirà a Downtown Jebel Ali.

    Ex Falk il Dubai salva il progetto Piano
    Zunino cede l’area di Sesto par 475 milioni. Il sindaco Oldrini conferma i progetti di riqualificazione
    di Andrea Montanari
    Ora è ufficiale. Risanamento spa, la società del gruppo Zunino, ha ceduto l´ex area Falck di Sesto San Giovanni al fondo del Dubai Limitless LLC, guidato dallo sceicco Saeed Ahmed Saeed.

    Una decisione che per il sindaco Giorgio Oldrini spiana la strada definitivamente all´imponente progetto del celebre architetto Renzo Piano. «Anche gli arabi sono d´accordo – spiega soddisfatto il sindaco -. Non toccava a noi stabilire chi sarebbe diventato il padrone dell´area, ma il 20 gennaio il Consiglio comunale approverà un piano di governo del territorio con delle restrizioni ben precise. Esiste una volumetria che potrà essere cambiata solo di fronte ad interventi di grande qualità. Un progetto da circa 4 miliardi di euro che potrà giocare un ruolo fondamentale anche nella ripresa dell´economia».

    Prezzo dell´operazione appena conclusa 475 milioni di euro. Di cui 250 al momento della firma dell´accordo e la restante parte in due tranche. Una entro 12 mesi dalla chiusura dell´affare e l´ultima entro 24. sempre dalla data della firma.

    La notizia era già nell´aria da qualche settimana. Del resto, la trattativa fra Zunino e il fondo Limitless andava avanti ormai da mesi. Le parti si erano lasciate una prima volta questa estate di fronte alla pretesa dell´immobiliarista Zunino di incassare ben 550 milioni di euro. Le conseguenze della crisi finanziaria culminate con il fallimento a settembre di Lehman Brothers hanno spinto Risanamento a ridimensionare le richieste. La conclusione dell´affare, infatti, rappresenta per il gruppo, che ha raggiunto un indebitamento di 2,6 miliardi di euro, un´importante boccata di ossigeno.

    Il sindaco Oldrini ricorda le sue condizioni. «Vogliamo un progetto unitario, non uno spezzatino. Abbiamo in mente di concedere dei premi se il fondo si impegnerà a recuperare alcuni edifici di archeologia industriale. In ogni caso, il venti per cento delle abitazioni dovrà essere adibito a residenze a canone convenzionato con il Comune. Tutti i nuovi servizi, inoltre, dovranno integrarsi con la città, non dividere una parte nuova da una vecchia. Il progetto di Piano offre tutte queste garanzie. Sceglierne un altro vorrebbe dire ricominciare da zero».

    L´idea dell´architetto genovese prevede di unire le due parti di Sesto attualmente divise dalla ferrovia. La costruzione di una nuova stazione e soprattutto di un nuovo museo di Arte contemporanea. Un progetto, però, che cozza con quello che Citylife vuole realizzare nella zona che ospitava la vecchia Fiera.

    Dopo l´approvazione del nuovo piano regolatore, il comune di Sesto, la Regione e la Provincia firmeranno un accordo di programma. Per prima cosa, si dovrà procedere alla bonifica dell´area sulla quale sorgeva l´ex acciaieria Falck. costo dell´operazione 180 milioni di euro.
    (26 dicembre 2008)

    http://milano.repubblica.it/dettaglio/Ex-Falk-il-Dubai-salva-il-progetto-Piano/1566946

    #10784
    rock
    Membro

    ..e pezzetto, dopo pezzetto..

    ..l’Italia, buona parte d’Europa, e quant’altro, in Occidente, diventa di proprietò Araba.

    E’ un rompicapo questo che solo con il tempo ci sapremo spiegare……perchè preoccuparsene..?
    ..vi sembro preoccupato, forse.?..

    Benvengano i capitali e le risorse, se utilizzabili per ridare lustro e funzionalità al mio paese..ci mancherebbe..certo mi sarebbe patriotticamente piaciuto fossimo stati noi Italiani a farlo, ma non possiamo fare tutto, investendo pesantemente all’estero, ci distraiamo dalle opportunità di casa nostra e così, ad approfittarne perchè attenti, loro.. sia a casa loro.. che fuori, ecco gli investitori esteri di turno, presentarsi con la valigetta contenente l’offerta, al ribasso, ma pur sempre rispettabile, visto il periodo.

    ..Bene,dunque.. Dio benedica ogni operazione di recupero e risanamento avverrà, portando lavoro e salute all’economia locale, indipendentemente dalla bandiera di provenienza del capitale necessario allo scopo ed alla proprietò privata titolare dell’opera.

    Detto ciò, resta sempre una sensazione strana nell’aria..sullo sfondo poi c’è sempre la premiata Ditta Renzo Piano, esimio architetto di fama mondiale che non perde occasione per firmare ai quattro angoli del globo ogni sorta di edificio…un mostro di professionista come non se ne vedono in giro spesso, devo dire.

    Personalmente, osservo sempre con un certo stùpore le sue realizzazioni, sarà che differiscono dai miei cànoni, abbiamo gusti diversi io e lui o sarà che tratto e stile sono in esse, sempre, ben connotabili, al punto che.. si assomogliano pure, anche agli occhi dei meno accorti..sarà mica che vedremo l’intero pianeta disseminato quasi esclusivamente dai suoi mega progetti avverinistici in questo secolo…e poi, il segreto che stia forse nel cognome.. che gli porta bene.. a “spianargli ” sempre la strada….màh !

    Infine..scusate la domanda..a Voi piacciono queste sue opere architettoniche o sono il solo che.. quasi in preda a sindrome di Stèndhal ne è alla vista, talvolta frastornato..?

    ..Andrò senz’altro a vedermi il progetto di Sesto, sperando mi piaccia.. stà a vedere.. che salta fuori una Dubai in miniatura per coloro che vogliono visitarla senza spostarsi troppo in là…..” MINIDUBAI “…uhm..interessante..per uno pigro come me..è l’ideale !

    Rock.

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