franchising a Dubai

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  • #713
    baguette
    Membro

    e’ vero che uno straniero non potrebbe aprire da solo un negozio in franchising (di un’azienda italiana, per dire) a Dubai, in uno dei vari centri commerciali, ma ha bisogno di un partner locale al 51%?

    #9078
    emiramax
    Membro

    Verissimo !!!
    Le attività di qualsiasi genere a Dubai sono soggette a questo.
    Cosa diverse è nelle free zone, ove si può essere “proprietari” al 100%

    #9079
    baguette
    Membro

    ma le free trade zone sono zone commercialmente valide?
    cioe’, ha senso aprire un uffio li’, ma un negozio???

    #9080
    emiramax
    Membro

    No, a parte qualcuna che però di fatto deve ancora nascere.
    Ci sono comunque dei modi per aprire fuori dalle free zone e, diciamo così, accostare l’ostacolo.

    #9081
    baguette
    Membro

    ovviamente :)

    #9083

    però, in merito al franchising mi sorge un dubbio. Ci sono due deroghe alla rigida regola del 51%, ed una di queste sicuramente valida anche fuori dalle free zone.
    Una è la libera professione, ovvero il singolo professionista (architetto, ingegnere ecc.) nell’ambito della propria specialità può operare individualmente, con il proprio ufficio, senza soci. Ma non può operare attività commerciale e comunque estranea al titolo professionale.

    L’altra deroga, invece, riguarda la sede locale di azienda estera (branch office) perchè questa opera, nel rispetto delle leggi locali, ma è fiscalmente soggetta (se non ricordo male) all’osservanza delle norme del Paese della Società madre.
    Nessuna licenza specifica o partner locale sono richiesti, se non ricordo male.
    Però non so se sia possibile anche operare commercialmente.

    Però, ripeto, per questa seconda strada non ho una certezza al 100%, in linea di massima dovrebbe essere così ma potrei anche sbagliare su qualche punto. Potrebbe valer la pena verificare.

    Ciao

    Paolo

    #9084
    nicola
    Membro

    Non é proprio cosí. Quello di cui tu parli é il branch, ovvero una filiale di una societá non emiratina (nel nostro caso ovviamente italiana). La tassazione é un argomento leggermente piú complesso perché gli eventuali introiti possono essere inquadrati in forme diverse. Ovvero se mettiamo una societá italiana, un contrattore per esempio, prepara il progetto in Italia, quota dall’Italia e lo gestisce in modo misto, ovvero utilizzando personale dalla sede italiana e quella straniera, in questo caso la societá é fuor di dubbio soggetta agli adempimenti fiscali del paese di origine. Invece, se la societá é Dubaina anche se azionariamente con partecipazione straniera, il discorso cambia ed esiste in materia un accordo sottoscritto non molti anni fa da entrambi i governi, EAU e italiano sulla doppia tassazione.

    Detto ció, anche incaso di filiale si é soggetti allo sponsor. Quindi l’unica forma che rimane per operare indipendenti é di ottenere una licenza in una Free Zone che peraltro permette anche la forma di filiale, ma che pone delle restrizioni rispetto alle societá locali ovvero che non fanno parte di Free Zone.

    #9085

    Grazie per la precisazione, infatti mi ricordavo qualcosa ma non ero sicuro. Però, mi pareva che le branch companies fossero esonerate dalla ncessità dello sponsor, evidentemente ricordavo male.

    Ciao

    Paolo

    #9087
    nicola
    Membro

    Te lo confermo per quanto concerne la Free Zone che oltre all’installazione di societá ex-novo permette anche l’apertura di filiali. Ma per le societá registrate localmente (quind non Free Zone) lo sponsor si rende necessario.

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