Viva l’ Italia

Viva l’ Italia

Forums Forum Ritroviamoci Viva l’ Italia

  • Il topic è vuoto.
Stai visualizzando 4 post - dal 1 a 4 (di 4 totali)
  • Autore
    Post
  • #359

    Dolce Italia mia, tua, nostra. Oltre la retorica e la nostalgia e la facilita’ del scivolare nel patetico voglio augurare a me stesso ed a tutti gli italiani una buona Festa della Repubblica, da questa parte del mondo che ci vede all’opera. Un pensiero ancora piu’ forte ai cari che sono a casa e che festeggiano forse ignari del valore e della fortuna di appartenere ad un Paese che riesce ad essere stupendo malgrado i suoi problemi. In questo angolo del mondo, dove la seconda domanda dopo aver saputo il tuo nome e’ : da dove vieni?, non mi e’ ancora capitato di dire “Italy” ed avere una reazione di indifferenza. Anche il benzinaio asiatico in una sperduta “petrol station” in pieno deserto, alla mia risposta , mi ha sorriso chiedendomi come mai non ero in L….. (non vorrei fare della pubblicita’ inutile, ma tutti avete capito). Nessuno me ne voglia se mi sento fiero della mia ” nazionalita’ ” e di nuovo auguri a tutti di buona vita.
    AB

    #7673
    sole-sole
    Partecipante

    CIAO, oggi noi tutti che siamo fuori ci sentiamo + italiani che mai..!!

    TANTI, TANTI AUGURI DI UN FELICE COMPLEANNO CARISSIMA REPUBBLICA,

    60 MA NON LI DIMOSTRI !!

    UN SALUTO A TUTTI I NOSTRI CONNAZIONALI CHE VIVONO COME NOI IN ATRI PAESI....!!

    #7674
    nicola
    Membro

    Faccio eco ai vostri sentimenti ma vorrei precisare che la ricorrenza del 2 giugno é piú un onomastico che un compleanno. 60 anni fa fu proclamata la repubblica e quindi fu innaugurato un nuovo modo di gestire politicamente l’azienda Italia, ma di fatto l’Italia esisteva giá.

    Amedeo ha perfettamente ragione, con tutti i nostri difetti e nonostante le mille contraddizioni, se oggi esigiamo condzioni privilegiate in giro per il mondo é anche grazie al percorso che i nostri nonni hanno compiuto con enormi sacrifici. Nonostante molti oggi mostrano un passaporto australiano, americano, non disdegnano affatto la loro provenienza e ed altrettanti ci hanno fatto onore in questi 60 anni di repubblica democratica. Le critiche non sono mai di odio ma di frustrazione perché consapevoli delle potenzialitá senza pari che l’italiano potrebbe sfoggiare e di cui non si fa vantaggio. L’attuale recessione é solo un percorso dovuto, ciclico, ma nella peggiore delle situazioni l’Italia s’é sempre rialzata in piedi anche meglio di prima. L’Italia é quella dei mondiali del 2006, ipercriticata, nessuno che ci crede, ma poi sorprende tutti, noi per primi. Riprendendo il titolo che Amedeo ha dato al suo intervento, ma anche ad un bano bellissimo di Francesco De Gregori, W L’ITALIA!

    #6742

    Come qualcun altro in questo forum anche io sono nato all’estero. Ho conosciuto l’Italia in casa e a scuola. I colori e gli odori mi arrivavano attraverso il sussidiario, e nei primi anni della mia infanzia non riuscivo a capire il perche’ del fatto che dentro la scuola ed a casa parlavano tutti come me, mentre fuori la gente usava suoni diversi. Non mi rendevo conto del perche’ il giornale era sempre vecchio di due giorni, il panettone era prezioso come l’oro e non capivo come mai mio padre condivideva la notizia dell’arrivo dei salumi al primo dei supermercati di quella citta’ come si trattasse di merce pregiata e segreta. I diari alle elementari ed alle medie erano appannaggio dei figli “di quelli dell’ambasciata” e mio padre se li faceva mandare dalla sorella di Milano. Vecchi emigranti si aggiravano nel Centro Ricreativo Italiano quando in salute e per i padiglioni dell’ Umberto I quando stavano male. L’accento era un miscuglio di dialetti del nord e del sud, colorato dalla cantilena mediterranea tanto da diventare un dialetto a se. Mio padre e mio nonno erano stati “internati” dagli inglesi con la sola colpa di essere italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. Quattro anni di noia e di sospensione della vita..qualcuno ci lascio la pelle. Niente a che vedere con i campi di concentramento nazisti, ma comunque una prigionia senza colpe subita da migliaia di connazionali, alcuni addirittura antifascisti, o religiosi. Imparare a restare italiano, come dice Nicola, anche se con passaporto argentino o australiano, questa e’ la lezione. Noi abbiamo sempre mantenuto stretto il passaporto italiano, in quanto il paese che ci ospitava era comunque vicino e non richiedeva la nostra integrazione, ma l’Italia e’ sempre rimasta dentro ai pensieri, come un’ amante bella e lontana, scontrosa e amorevole. Beh, scusate questo lungo dire, era un modo di condividere con voi una parte di me, che appartiene a tutti.
    Il paese in cui sono nato e vissuto e’ l’ Egitto…mi rendo conto che non lo avevo detto parlandone…
    W L’ITALIA

Stai visualizzando 4 post - dal 1 a 4 (di 4 totali)
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.